ARCHIVIO ANTICHI VELIERI

ELENCO NUMERICO                                                                      ELENCO ALFABETICO


087.                         S. ANTONIO                 

Collezione Privata
Autore: Marcello Bozzo - Email:
bozzo@agenziabozzo.it

DATI ANAGRAFICI DEL VELIERO:

 TIPO:                                         Brigantino a palo 
 ARMATORE:                           Cap. Ansaldo "Baccalà"
 CAPITANO:                              Cap. Ansaldo

NOTE SUL VELIERO:

Questo bastimento, in origine armato a nave, faceva parte del Grande Convoglio della Spedizione Napoleonica d'Egitto.
I barchi camogliesi erano stati noleggiati da Filippo Bosio con scagno in Piazza Banchi a Genova, per ordine del Commissario di Governo di Francia, Gio. Batta Lavagnino.
Scampato ad Abukir, il barco e l'equipaggio furono presi dagli Inglesi.
Il barco venne successivamente rivenduto all'Armatore Ansaldo che lo riportò in cantiere (a Savona o Varazze) per un completo rifacimento.
Gli uomini fuggirono alla spicciolata, imbarcando su legni levantini.
Cinque anni dopo, nel 1804, i Mortola stabiliti a Malaga avvisavano che otto di quei marinai di Camogli erano arrivati in quel porto.
Padron Gio Batta Oneto della Famiglia dei "Vita d'Oro", ufficiale della polacca "Vergine del Boschetto" affondata ad Abukir, raccolto dagli Inglesi e poi fuggito dal pontone sul quale era prigioniero, poté imbarcarsi quale semplice marinaio su una barca di Ragusa che faceva vela per l'Adriatico.
Naufragato al largo di Ancona, ebbe la sorte di salvare la vita ad un giovane marinaio nativo di San Marino, tale Onofri il quale, per riconoscenza, volle portare il suo salvatore al suo paese.
Lì si innamorò di una ragazza la quale, poco prima di sposarlo, morì di vaiolo.
Il camogliese riprese allora il mare e anni dopo comparve nel porto di Camogli comandando il brigantino "San Marino" di cui era armatore.
Aveva a bordo, quale nostromo, quell'Onofri salvato anni prima.
Perduto questo veliero nel mare d'Ibiza, Cap. Oneto costruì a Varazze un altro brigantino che chiamò "Risorto San Marino", con il quale trafficò quasi sempre negli scali dell'Adriatico.


Dal libro ''Capitani di Mare e Bastimenti di Liguria'', Gio Bono Ferrari, Rapallo, Arti Grafiche Tigullio, 1939.