ARCHIVIO CAMOGLI IERI


1722.              RECCO                 
Autore: Marcello Bozzo         bozzo@agenziabozzo.it
Epoca: anno 1925 - 1928 c

Origine: archivio                                   Fotografo: F.lli Ferraris, Recco

NOTE:

La fabbrica dell'Amaro Camatti ebbe inizio nel 1923 con l'acquisto di un terreno nella Valle di Né lungo la statale 333 Recco - Uscio da parte di Umberto Briganti, livornese di Cecina e da sua moglie Teresa Camatti di Montecreto (Modena).

Su questo terreno costruiscono un edificio per la loro futura distilleria: sul frontone un’insegna decorata a mano riporta il nome scelto per l’amaro: Camatti, come il cognome della moglie, che lavorerà con lui nello stabilimento.

La bottiglia è illuminata dal fascio di luce della lanterna di Genova, e sopra campeggia la scritta: “grande specialità genovese”.

In breve tempo viene avviata la produzione del nuovo liquore, che ottiene fin dall’inizio un buon successo commerciale: si diffonde da subito in Liguria e ben presto inizia l’esportazione in Piemonte, Lombardia, Toscana e nel resto d’Italia.

Nel periodo della guerra cessa la produzione; i locali dello stabilimento, che nel frattempo avevano visto l’aggiunta del secondo piano, vengono requisiti. Sopra vi alloggiano gli Alpini della Monterosa, sotto i soldati della guarnigione della Wehrmacht di stanza a Recco; gli ufficiali tedeschi trovano alloggio nella attigua casa della famiglia Briganti.

Nel dopoguerra il lavoro riprende. La produzione continua anche dopo la morte di Umberto, nel 1964, portata avanti dal figlio Cesare. Quando questi scompare, nel 1980, è un altro Umberto, figlio di Cesare, ad occuparsi dell’azienda.

Nel frattempo il mercato è cambiato ed anche l’Amaro Camatti risente dei mutati gusti della gente. Nel 1989 il marchio è ceduto alla Sangallo Distilleria delle Cinque Terre di San Salvatore di Cogorno, che ne continua la produzione sulla base della ricetta originaria, mantenendo la stessa etichetta scelta all’inizio della storia dal suo ideatore, Umberto.

L'edificio che ospitava lo stabilimento dell’Amaro Camatti è diventato abitazione di famiglia.

Ma qualcosa è rimasto in casa Briganti. Da qualche anno la storia dell’Amaro Camatti rivive nel locale che Chiara Degregori, nipote di Cesare Briganti, ha aperto insieme al marito in via David Chiossone, nel centro storico di Genova. Sulle pareti dell’Antica Trattoria San Carlo, le foto della vecchia fabbrica, quella dell’inventore Umberto Briganti con la moglie, una vecchissima pubblicità e una locandina degli anni ’60.

Accanto, gli originali di due importanti documenti: nel primo, datato 1924, il professor Edoardo Maragliano dell’Università di Genova elogia le qualità dell’Amaro Camatti.

Nel secondo, del 1935, la ditta produttrice dell’Amaro Camatti viene riconosciuta ufficialmente “Fornitore della casa di Sua Altezza Reale il Principe di Piemonte” con la concessione di esporre lo Stemma Principesco sull’insegna dello stabilimento.

Estratto da un articolo di Andrea Revello.

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