ARCHIVIO NAVI A VAPORE


 



701 B.

BIANCA C.
MARÉCHAL PÉTAIN
LA MARSEILLAISE
AROSA SKY


 
Epoca: anno 1958 Fotografo: sconosciuto
Origine: archivio

autore: Marcello Bozzo  NOTE:  bozzo@agenziabozzo.it

La nave passeggeri Maréchal Pétain, poi La Marseillaise, al momento Arosa Sky poi Bianca C. impavesata, portata all'ormeggio dai rimorchiaori.

Venne impostata nel 1939 dalla Société Provençale de Constructions Navales di La Ciotat, Francia.
Venne varata il 16 giugno 1944, ma i lavori vennero sospesi per cause belliche.
Fu completata soltanto nel luglio 1949 ed entrata in servizio il 18 agosto 1949.
Scafo in acciaio.
Stazza 18427 tsl, 17408 tsn.
Lunghezza m. 180,85.
Larghezza m.  23,00.
Immersione m. 7,90.
Propulsione: 3 motori Diesel Sulzer, 161 giri/min., 31500 HP. 3 assi/eliche.
Velocità di crociera 18,5 nodi, max. 20 nodi.

Armatori:

1944-1946 Varata il 16 giugno 1944 sotto il nome di
Maréchal Pétain, non ancora
                  completata venne rimorchiata a Port de Bouc presso Marsiglia. In agosto fu
                  affondata con il siluro dai tedeschi in ritirata.

1946-1957 Riparata, la nave fu  rimorchiata a Tolone, poi fu portata nuovamente ai cantieri
                  della Société Provençale de Constructions Navales di La Ciotat per essere
                  trasformata in nave da crociera. Portata 736 passeggeri.
                  Ribattezzata
La Marseillaise, nel luglio 1949 fu consegnata alla Compagnia di
                  Navigazione Messageries Maritimes di Marsiglia, Francia.
                  Il 18 agosto 1949 salpava per il primo di un paio di viaggi da Marsiglia per
                  Yokohama.

1957-1959 Venduta alla Arosa Line di Panama.
                  Portata ai lavori, venne ribattezzata
Arosa Sky.
                  Il 5 ottobre 1957 fece il primo viaggio Bremerhaven - Le Havre - Southampton -
                  Halifax - New York.
                  L'8 gennaio 1958 durante una crociera, al largo di Wilmington (North Carolina),
                  scoppia un incendio in una cabina.

1959-1961 Ceduta alla Linea "C" Giacomo Costa fu Andrea poi Costa Crociere, Genova.
                  Portata in cantiere ai lavori di rifacimento, nuova stazza 18427 tsl.
                  Capacità portata a 1232 passeggeri.
                  Prese il nome di
Bianca C.
                  Immesso nel traffico passeggeri tra Napoli - Genova - Indie Occidentali.

Dopo due anni di crociere nei Caraibi, il 22 ottobre 1961 la nave, proveniente da Napoli e diretta a La Guayra in Venezuela,  fece scalo a Grenada ed era all’ancora nella baia di St. George’s.

Il 24 ottobre 1961 era appena terminato lo sbarco dei visitatori e l’imbarco degli escursionisti e la nave, con 311 uomini di equipaggio e 362 passeggeri, era in partenza.
Improvvisamente si verificò la violenta esplosione dello starter del motore di sinistra che fece tre vittime tra membri dell'equipaggio: un marinaio venne ucciso dalla deflagrazione, uno risultò disperso ed un terzo morì in seguito a causa delle estese bruciature riportate.

L'esplosione provocò un incendio al quadro elettrico in sala macchine che si estese per tutta la nave. La perizia del comandante della nave, il genovese Francesco Crevato, riuscì a condurre tutti quanti erano a bordo a salvamento, equipaggio e passeggeri, con il fattivo aiuto dei grenadini che con le loro barche soccorsero i naufraghi.

Non così andò per la nave: in mancanza di attrezzature portuali con mezzi antincendio, il giorno dopo la nave ancora in fiamme venne trainata in acque profonde dalla fregata britannica
HMS Londonderry e la Bianca C., abbandonata, colò a picco il 25 ottobre 1961 ad Anse Bay, a tre miglia al largo di Grenada.

La famiglia Costa, per la coraggiosa opera di salvataggio di passeggeri e dell'equipaggio della nave italiana, donò al popolo di Grenada una statua in bronzo raffigurante il Cristo degli Abissi di San Fruttuoso, attualmente posto sulla banchina del porto di St. George's capitale dell'isola caraibica.

Da quel giorno il suo relitto giace su un fondale fra i 30 ed i 50 metri ed oggi è fra le mete subacquee più conosciute del Mar dei Caraibi.

Altre immagini della nave alle schede N° 702B, N° 703B, N° 704B, N° 705B.

Note estratte da un articolo di Carlo Gatti.

 

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