ARCHIVIO VECCHIE VELE


341 A.

ANTONIO PADRE

ELENCO ALFABETICO VELIERI

Epoca: anno 1910 circa Fotografo: sconosciuto
Origine: Civico Museo Marinaro Gio Bono Ferraris, Camogli

autore: Marcello Bozzo NOTE:  bozzo@agenziabozzo.it

La nave Antonio Padre venne costruita nel 1902 dal cantiere Nicolò Odero a Genova per la somma di Lire 280.000 su progetto dell'Ingegnere Navale Fabio Garelli di Genova per conto dell'Armatore Cerruti di Genova.

Era un bastimento ben invelato, veloce, con carena filante.

Scafo in acciaio, stazzava 1.373 tonnellate lorde.

Ne fu primo Comandante il Cap. Fortunato Schiaffino di Camogli (1851 - 1932) che iniziò la prima campagna l'11 agosto 1902 partendo da Genova per New York con merci generali e da lì a Batavia con carico di 60.000 cassette di petrolio al nolo di $ 0,14 a cassetta.

Giunto a Batavia in 102 giorni, da lì proseguì per Melbourne dove caricò grano per Falmouth in un buon tempo, avendo la nave percorso per molti giorni 12 miglia orarie.

La seconda campagna fu da Barry Dock ad Algoa Bay in 72 giorni, poi da Algoa Bay a Newcastle (Australia) in 36 giorni, quindi a Valparaiso in 67 e da Junin a Falmouth in 111.

La terza campagna da Amburgo a Delagoa Bay, da Newcastle (A) a Taltal e quindi a Sète (Foci del Rodano) in 121 giorni.

Nella quarta campagna, al comando del Cap. Angelo Maggiolo di Camogli fece Marsiglia - Melbourne con laterizi in 95 giorni, Melbourne a Lobos de Afuera in 38 giorni e da lì ad Amburgo con nitrati in 124 giorni.

In 257 giorni di navigazione aveva fatto il giro del mondo.

Nel 1909 ad Amburgo ne rilevò il comando il Cap. Desiderio Tonietti di Marciana Marina (Isola d'Elba).

Da Amburgo procedette in zavorra per Pensacola in 40 giorni, carica legname per il Rio della Plata e procede in zavorra per Newcastle (Australia).

In quest'ultimo passaggio, al largo di Capo Horn incappa in un fortissimo uragano e si salva per miracolo, testimoniato da un quadro votivo che poi il comandante e l'equipaggio porteranno al Santuario della Madonna del Monte a Genova.

Il seguito della campagna fu il passaggio dall'Australia al Cile e da lì in Europa con carico di nitrati.

Questa fu tuttavia l'ultima campagna che la Antonio Padre fece oltre i Capi: la concorrenza dei vapori, di portata maggiore, impose da allora le sole rotte atlantiche.

Successivamente venne trasformata in brigantino a palo, sopravvisse alla guerra, montò il motore e con il tempo subì varie trasformazioni.

Dopo il 1927 fu trasformata in motoveliero con il nome di Bice.

In seguito, tolta l'alberatura, venne ancora trasformata in motonave (vedi scheda 342A).

ELENCO ALFABETICO VELIERI