ARCHIVIO VECCHIE VELE


347 A.

SAVOIA

ELENCO ALFABETICO VELIERI

Epoca: anno 1905 circa Fotografo: sconosciuto
Origine: Archivio Civico Museo Marinaro Gio Bono Ferrari, Camogli.

autore: Marcello Bozzo NOTE:  bozzo@agenziabozzo.it

La nave Savoia in un porto nordamericano.

Venne costruita nel 1884 dal cantiere Cerruti di Varazze e fu l'ultima grande nave che quel cantiere costruì ed anche l'ultima nave in legno a vele quadre costruita in Italia.

Stazzava 1.307 tonnellate. Scafo affusolato e molta vela, era una barca piuttosto veloce.

Lunghezza dello scafo 61 metri, larghezza 10 e l'altezza del puntale (ovvero dello spazio libero interno della stiva dal pagliolato ai bagli) era di 7,10 metri.

Al comando del Cap. Luigi Arecco fece il primo viaggio da Cardiff a Singapore in 118 giorni, poi da Bassein a Falmouth in 123.

Il secondo viaggio, al comando del Cap. Casavecchia, fece Cardiff - Singapore e Singapore - Liverpool con 1.500 tonnellate di zucchero e pepe.

Nella terza campagna partiva da New York per Bandioewang (Isola di Giava) con un carico di petrolio in lattine e quindi da Saigon a Bordeaux in 120 giorni. Ottimo passaggio per tutti, salvo che per il Comandante il quale, giunta la nave all'altezza di Sant'Elena, morì e fu sepolto in mare.

Nella quarta e quinta campagna al comando del Cap. Antonio Siffredi di Porto Maurizio salpa da Cardiff per Penang in 108 giorni e da Bangkok per Falmouth con legnami pregiati.

A causa delle tempeste incontrate in quest'ultimo viaggio dovette rilasciare a Table Bay per riparazioni e per arrivare a Falmouth impiegò ben 244 giorni.

In seguito fece Amburgo - Miramichi in 35 giorni ed un altro viaggio dal Giappone al Nord Europa.

Nel gennaio 1900, dopo sedici anni di assenza dall'Italia, finalmente il Savoia ritornò a Genova da Melbourne.

Il 29 marzo 1900 ripartiva al comando del Cap. Fortunato Schiaffino di Camogli per caricare in un porto inglese merci generali per l'Australia e ritornando a Falmouth con cereali.

L'11 agosto 1902 toccava ancora a Genova dove Capitan Schiaffino sbarcava per prendere lo stesso giorno il comando dell'Antonio Padre (vedi scheda 341A).

Il comando del Savoia venne dato al Cap. Luigi Patrone che lo avrebbe tenuto per diversi anni in Atlantico.

Fece Montevideo - Table Bay in 27 giorni.

Nel 1909 il Savoia venne venduto a Gualino & Piaggio che lo avrebbero trasformato riducendolo in brigantino a palo ed impiegandolo per i successivi tre anni nei traffici del legname di Pensacola con l'Europa dandogli il nome di Idria.

Nel luglio 1912 Idria parte da Mobile per Bahía Blanca. Nei paraggi di Cearà, in un mare nebbioso di bonaccia senza vento, le correnti spinseno inesorabilmente il bastimento ad arenarsi sui banchi davanti alla costa del Brasile con perdita totale di beni e carico.

L'equipaggio si salvò sulle lance mentre la nave affondava.

ELENCO ALFABETICO VELIERI